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Postazioni
militari sulla cima del Saccarello
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DISLIVELLO: 830
m. considerando le perdite di quota
ESPOSIZIONE: Sud
fino al colle del Frontè, quindi lungo una cresta orientata principalmente
Est-Ovest con alcuni tratti in costa esposti a Nord
DIFFICOLTA': E |
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BREVE
DESCRIZIONE
Il Monte Saccarello risulta geograficamente interessante per almeno tre
motivi: è innanzi tutto la cima più elevata della Liguria, è inoltre un
importante nodo orografico poichè dalla sua vetta hanno origine le linee
spartiacque che separano tre vallate (Roya, Tanaro e Argentina) associate
a tre diverse regioni (Provenza, Piemonte e Liguria) ed è infine celebre
poichè dalle sue pendici, con il nome di Tanarello, nasce il Tanaro,
unico affluente di destra del Po ad avere origine alpina.
La sua cima, comune alle province di Cuneo ed Imperia ed al Dipartimento
francese delle Alpi Marittime, è tuttavia anche assai interessante dal
punto di vista paesaggistico, essendo un punto panoramico di primaria
importanza: ampia risulta infatti la visione sulle Alpi Liguri
dall'Antoroto al Marguareis verso nord e nord-est e verso il Toraggio ed
il Pietravecchia verso sud-ovest ed entusiasmante appare inoltre il
panorama che dal suo punto culminante appare verso occidente, panorama
dominato dalle cime del Parco del Mercantour e dal solco della valle Roya.
La cima può essere raggiunta da Monesi seguendo una strada sterrata di
origine militare; l'itinerario descritto sale invece dalla Valle Arroscia,
raggiunge rapidamente lo spartiacque con la Valle Tanaro e, seguendo a
lungo la cresta, raggiunge la cima con il vantaggio di svolgersi quasi
essenzialmente su sentiero e con percorso sicuramente più panoramico.
Elementi di interesse dell'escursione risultano anche l'abbondante
fioritura della Fritillaria, dalle curiose campane gialle ricurve
punteggiate in bourdeaux, pianta soggetta a protezione assoluta che
alligna in prossimità del Colle del Frontè, ed i numerosi ruderi di
fortificazioni militari che si incontrano lungo la cresta spartiacque fin
sulla vetta; una curiosità risulta anche la presenza della statua del
Redentore, facente parte delle sculture collocate sulla cima più alta di
ogni regione italiana in occasione del primo centenario dell'unità
d'Italia.
Da
S.Bernardo di Mendatica si svolta per la colla Garezzo e, dapprima su
strada asfaltata e quindi su sterrato, si raggiungono le Case Penna, 500
m. oltre le quali, in prossimità di una freccia che indica Puarocca
(Pollarocca), si parcheggia (quota 1590 m. circa). Si
prende il sentiero inerbito che sale a destra con decisione; la traccia
piega quindi a sinistra e sale a lungo in costa (resti di una strada
ex-militare), procedendo in direzione del monte Frontè: in caso di scarsa
visibilità, nel percorrere questa parte dell'itinerario si possono
incontrare difficoltà nel reperire il giusto percorso.
Risalito un vallone che culmina al colle del Frontè (occorre prestare
attenzione ad alcune deviazioni), si svolta a sinistra e si inizia a
camminare lungo la cresta spartiacque Arroscia-Tanaro.
Si superano alcune casermette militari, si scende al passo del Garlenda
(m.2021) ove sono presenti altri ruderi e quindi, superando alcune
ondulazioni del crinale, si giunge al rifugio Sanremo. Oltre
la costruzione, il sentiero si congiunge ad una vecchia carrareccia: si
passa accanto alla stazione di una vecchia seggiovia (in disuso) e nei
pressi della celebre statua del Redentore e di una chiesetta.
Sempre seguendo una strada sterrata, si superano ancora alcune postazioni
militari e si guadagna infine la vetta individuata da un bianco cippo
commemorativo.
Claudio Trova
& Giuliano Tomasetti
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