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BREVE
DESCRIZIONE
A colui che risale la Val
Troncea a piedi o con gli sci da fondo non passerà certo inosservata, sul
lato orientale del solco vallivo, una bella montagna dalle forme mordide
ed invitanti: dal fondovalle la cima, sormontata da un cippo in pietra,
appare più importante e distinta di quanto sia poi in realtà; si tratta
del Monte Pelato, una delle sommità della dentellata cresta che si
distacca dalla linea spartiacque con la Val Germanasca in prossimità di
un secondo punto culminante denominato Pra Crò. La cima, che si innalza nel cuore del Parco Naturale della Val Troncea, è
un ottimo punto panoramico sulla vallata omonima, che rappresenta di fatto
la parte alta della Val Chisone: dalla vetta si gode un'ottima visione sul
Colle del Bet e sulla punta che porta lo stesso nome (talvolta denominata
Bric di Mezzogiorno) e, naturalmente, sul Bric Ghinivert, montagna simbolo
della zona. Imponente appare inoltre verso ovest la Punta Rognosa (m. 3280), oltre la
quale, in direzione dello Chaberton (facilmente individuabile per la
presenza di un enorme forte costruito proprio sulla vetta) fanno capolino
i ghiacciai della regione di Briançon; ben visibili anche il Monte
Barifreddo, alla testata della Val Troncea e, nella direzione opposta, le
morbide cime poste lungo lo spartiacque tra le valli Chisone e Susa oltre
le quali spuntano le aspre vette dell versante settentrionale del solco
vallivo segusino. La presenza di numerosi camosci, legata all'esistenza del parco, e le
testimonianze della ormai abbandonata attività mineraria (nella zona
esistevano miniere di calcopirite il cui sfruttamento cessò dopo la
tragedia della valanga del Bet che travolse ed uccise oltre settanta
minatori) costituiscono altri motivi di interesse offerti dall'escursione.
Claudio Trova,
Giuliano Tomasetti & Fulvio Ferrua
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