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Dislivello:
1060 m. circa
Esposizione: dopo un primo tratto di valle orientata ad est, si risale un
vallone aperto verso nord, con tratti di sentiero esposti a settentrione ed altri
rivolti a NW, almeno fino al colle di Bellino. Dal valico alla vetta, si risale
invece un versante detritico orientato s sud-SW
Difficoltà: E durante l'estate; nella tarda primavera il tratto di sentiero subito
a monte delle grange Malbuiset, che si sviluppa su una larga cengia all'interno di una
forra, può presentare qualche difficoltà in caso di neve residua: la presenza di catene fisse rende comunque più agevole il
passaggio.
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BREVE
DESCRIZIONE
La cima detritica del monte Bellino si risale con percorso tipicamente
escursionistico che, almeno durante l'estate, non presenta di norma difficoltà
particolari. Il tracciato si sviluppa tra praterie, toccando tipico alpeggi e
attraversando nella sua parte intermedia una caratteristica e suggestiva
forra.
Dalla vetta il panorama è dominato soprattutto dalle cime dell'alta valle Maira appartenenti al gruppo dell'Aiguille de
Chambeyron; assai interessanti sono comunque anche il monte Maniglia (3177 m.) e le poderose
bastionate dolomitiche che da quest'ultimo scendono a formare il colle di
Bellino.
Nella direzione opposta si distiguono presso la Colletta alcune vecchie costruzioni, tra cui lo spartano rifugio Carmagnola (non gestito) e, più
lontano, alcuni bunkers risalenti alla seconda guerra mondiale.
In lontananza, verso settentrione, è ben visibile il Monviso mentre verso SE
si distinguono le cime più note delle Marittime, tra le quali s'individua
immediatamente il monte Matto, che presenta il suo versante nord innevato
anche ad estate inoltrata.
Il punto culminante appare soltanto dall'ultima parte dell'escursione, quando dalle grange dell'Autaret si sale verso il colle di Bellino: la presenza
di una croce ne facilita l'individuazione..
Claudio Trova,
Giuliano Tomasetti & Fulvio Ferrua
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