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DISLIVELLO:
770 m. circa
ESPOSIZIONE:
prevalentemente Est; Nord per un breve tratto presso il Colle di Neraissa
DIFFICOLTA':
E in una valutazione globale; in pratica il percorso è T fino al Colle di
Neraissa (m. 2015), raggiungibile anche in mountain-bike, quindi E.
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BREVE
DESCRIZIONE
Scendendo la Strada Statale del Colle
della Maddalena da Pietraporzio a Sambuco, la Valle Stura di Demonte
appare dominata da un imponente gruppo calcareo dove spiccano le vette dei
monti Bersaio e Nebius: a sbarrare il solco vallivo, a sud di queste cime
ed in contrasto con i loro aspri versanti, ben distaccato da un evidente
colle, appare il Monte Autes dalle forme morbide ma pronunciate, forme che
sembrano invitare ad una rilassante salita. Questa può essere effettuata partendo dalla frazione di Neraissa
superiore, piccolo villaggio interessante per la presenza di
caratteristici tetti di paglia, tipici di alcune vallate cuneesi; l'intero
vallone omonimo appare comunque meritevole di una visita, sia per la
presenza di curiose forme di erosione, che interessano la zona alla base
del Nebius, sia per la presenza di caprioli: questi, nel 1994 se ne
contavano circa 50 capi, sono tuttavia animali piuttosto timidi e quindi
non facilmente osservabili. L'escursione si svolge prevalentemente attraverso vaste e aperte zone
pascolive, su una comoda strada ex-militare che giunge fino a quota 2015
m., presso una casermetta parzialmente diroccata situata al Colle di
Neraissa: questo tratto di percorso può essere effettuato anche in
mountain-bike, su un fondo molto buono; gli ultimi 270 m. di dislivello
sono invece prettamente escursionistici, svolgendosi la salita sui resti
dello sterrato che nel passato arrivava fino al colletto tra Autes e
Varirosa, sterrato ormai ridotto ad un sentiero talvolta neppure
facilmente individuabile: camminando comunque senza difficoltà attraverso
i pascoli sommitali, è possibile arrivare facilmente in vetta osservando
anche qualche stella alpina. La cima è interessante dal punto di vista panoramico poichè consente
soprattutto di avere un'ampia e completa visione sul gruppo Bersaio-Nebius,
dalle forme spiccatamente dolomitiche, visione d'insieme che sfugge
salendo invece su una di queste ultime assai più celebrate montagne:
interessante anche il colpo d'occhio verso il vallone dei Bagni, con il
Monte Vaccia in primo piano ed il Becco Alto d'Ischiator in lontananza, e
verso il versante settentrionale del Monte Matto, massiccio cristallino
situato nel Parco Naturale delle Alpi Marittime, facilmente individuabile
per i nevai presenti anche in piena estate.
Claudio Trova
& Giuliano Tomasetti
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