APPENNINO LIGURE-PIEMONTESE
VAL CURONE, LEMBO ESTREMO DELL’APPENNINO ALESSANDRINO
All’estremità orientale della provincia di Alessandria, s’incunea
nell’Appennino la val Curone, che culmina nei 1700 metri del monte Ebro, cima
più alta della zona. Tra gli itinerari proposti, anche la più comoda salita al
monte Boglieglio e passeggiate attorno a Caldirola, unica stazione sciistica
dell’alessandrino.
ENTROTERRA
LIGURE
AU BORD DE LA MER: CIME SUL MEDITERRANEO
Qualche idea per salire in vetta anche durante l’inverno, quando neve e freddo
sembrano invitare l’escursionista a riposare vicino al caminetto. Vengono
proposte salite ad alcune cime dall’entroterra genovese all’imperiese (punta
Martin, monte Carmo di Loano, monte Acuto, Castell’Ermo e monte Pietravecchia).
RIFUGI
E MERAVIGLIE
Per facilitare l’accesso agli splendidi graffiti della valle delle Meraviglie,
tre rifugi sono pronti ad accogliere i turisti: si tratta del refuge de
Fontanalbe, del refuge des Merveilles e del refuge de Valmasque, raggiungibili
da Saint Dalmas de Tende, in valle Roya.
Nell’articolo vengono descritti gli itinerari d’accesso e l’ambiente
alpino in cui si sviluppano.
PROVINCIA DI CUNEO
SULLE
CIME DELLA VALLE TANARO
Dalle cime della media vallata del Tanaro al Saccarello (Antoroto, Galero,
Armetta e Saccarello): itinerari per il tardo autunno e l’inizio della
primavera nella vallata solcata dall’unico fiume alpino che confluisce nel Po
provenendo da sud.
LA
VALLE ELLERO E LA VAL MAUDAGNA: IL CARSO NELLE ALPI LIGURI
Itinerari nel Monregalese, alla scoperta dei fenomeni carsici in val Maudagna (Mondolè)
ed in valle Ellero, tra il Monte Grosso ed il lago Biecai, attraverso il passo
delle Saline e lo splendido pian Marchiso.
DAI MURALES DI VERNANTE AL VALLONE DI
PALANFRè
Dalla mondanità della media valle Vermenagna, già nel circo bianco di
Limone Piemonte, ad un recondito vallone nel Parco delle Alpi Marittime, tra
laghi e bianche cime calcaree.
GESSO: LA VALLE DEI RIFUGI
Forse poche vallate alpine possono contare un così elevato numero di rifugi e
bivacchi. Dall’Argentera al Matto, ben 15 nidi d’aquila (Pagarì,
Moncalieri, Soria, Genova, Laus, Remondino, Regina Elena, Guiglia, Questa,
Valasco?, Varrone, Morelli-Buzzi, Gandolfo, Barbero, Dante-Livio Bianco)
attendono l’escursionista per entusiasmanti escursioni.
VINADIO ED I SUOI VALLONI
Su Vinadio, nella media valle Stura di Demonte, confluiscono il vallone di
Neraissa, di Rio Freddo e della Lombarda. Gli itinerari sul monte Autes, ai
laghi della Valletta e quelli attorno al Santuario di Sant’Anna portano
l’escursionista alla scoperta di quest’angolo delle Alpi cuneesi tra
Marittime e Cozie, non senza prestare un po’ d’attenzione alle
fortificazioni albertine.
ALLA SCOPERTA DELLA MEDIA VALLE MAIRA
Gli itinerari descritti si sviluppano nei valloni laterali di una valle ancora
esente dal turismo di massa; le salite ai monti Midia ed Estelletta, al colle
del Soleglio Bue, al colletto Sarasin ed alla Testa del Vallonetto sono soltanto
alcune delle numerosissime possibilità che una vallata ancora riservati agli
estimatori della montagna genuina offre all’escursionista.
L’ALTA VALLE VARAITA, TRA BORGHI CARATTERISTICI, STORIA E
ALTE VETTE
L’alta valle Varaita è forse la zona delle Alpi cuneesi e delle Cozie che
conserva tipologie abitative estremamente caratteristiche; è quanto accade nel
vallone di Blins (Bellino) e nelle
borgate che costituiscono Pontechianale.
Nell’articolo vengono proposti itinerari alla scoperta sia del vallone di
Blins (come la salita alla Cima della Battagliola, al monte Bellino ed al monte
Giuep), sia nel solco vallivo che sale fino al colle dell’Agnello, con le
salite al rifugio Vallanta-Gagliardone ed al monte Losetta, splendido
“tremila” al cospetto del Monviso.
STORIA E PREISTORIA NELLA MEDIA VALLE VARAITA
Se la salita alla Testa di Garitta Nuova evoca i tempi antecedenti al trattato
di Utrech (1713), quando il confine con la Francia passava da queste parti, ben
più stimolanti sono le i ricordi evocati nell’immaginario collettivo dal
toponimo Roccerè, modesta cima sulla destra orografica della vallata, dove si
ritrova uno dei più straordinari siti archeologici preistorici del Piemonte. La
media valle Varaita offre anche possibilità di salite al Birrone ed al
Ricordone, quest’ultimo legato a tragici e più recenti ricordi di vita
quotidiana, quando una valanga (e chi lo direbbe possibile ?) scese dai suoi
pendii a travolgere un’intero paese.
VALLE DELL’UBAYE (Dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza
– FRANCIA)
IMPONENTI STRATIFICAZIONI ROCCIOSE TRA CIME CALDE E SOLATIE
Le straordinarie stratificazioni delle rocce dell’alta valle dell’Ubaye sono
certamente l’elemento che maggiormente calamita l’attenzione
dell’escursionista che percorre questi luoghi. Sono ora le imponenti forme
dell’Enchastraye quando si sale
al lago del Lauzanier, ora quelle della Tête de Mose (Oronaye) quando si sale
al colle di Roburent, ora quelle della dorsale spartiacque con la valle Maira
quando si sale alla Tête Dure che attirano irresistibilmente lo sguardo di
colui che risale i valloni solatìi dell’alta valle dell’Ubayette.
PROVINCIA DI TORINO
IN GIRO PER LA VAL PELLICE
Luserna San Giovanni, Torre Pellice ed i loro dintorni sono noti soprattutto per
la storia dei Valdesi, minoranza religiosa a lungo perseguitata che ha ancora
oggi in questi luoghi la propria patria. Coinvolta nella kermesse delle
Olimpiadi invernali di Torino 2006, la vallata più meridionale della provincia
di Torino conserva anche ambienti alpestri reconditi, genuini e spettacolari.
Tra questi non si può non ricordare la conca del Prà, luogo di grande quiete e
bellezza, toccata dagli itinerari per il colle della Croce e per il rifugio
Granero. Interessante anche la
salita al monte Vandalino, montagna dalle sagome inconfondibili che incombe
proprio su Torre Pellice.
NEI PARCHI NATURALI DELLA VAL CHISONE, TRA MINIERE E NATURA
PROTETTA
La val Chisone, nota soprattutto per le sue stazioni di sport invernali presto
interessate dalle incipienti Olimpiadi di Torino 2006, conserva in realtà anche
preziosi ambienti naturali, gelosamente protetti nei parchi regionali piemontesi
dell’Orsiera-Rocciavrè e della val Troncea.
Alcuni itinerari portano l’escursionista alla scoperta di queste preziose oasi
di natura protetta, consentendogli nello stesso tempo di salire alcune vette
(punta Cristalliera, Bric Ghinivert) e di conoscere preziose testimonianze di un
passato minerario soltanto cronologicamente relativamente vicino.
IN CIMA, TRA SUSA E Viù
La
lunga dorsale che dal misterioso Musinè, alle porte di Torino, sale fino ai
ghiacci del Rocciamelone, offre numerose cime meritevoli di salita. Ed ecco in
progressione gli itinerari per salire al trapezioidale Civrari, all’aguzza
Punta di Grifone, alla dolce Costa Fenera ed al regale Rocciamelone.
IL
GRAN PARADISO PIEMONTESE
Quando si parla del primo parco nazionale italiano si pensa subito alle vallate
valdostane, più ricche e più ricche di turismo. Pochi pensano invece al
versante piemontese dell’area protetta, valli meno famose ma dalle
caratteristiche forti: stretto legame con il Canavese, che ne condiziona le
tipologie abitative, cime impervie e rocciose che conservano luoghi accessibili
solo ai trekkers più accaniti. Per dare un’idea delle valli Soana e Locana,
vi invitaimo a percorrere alcuni sentieri: la salita ad un colle (Larissaz, in
val Soana), la tranquilla risalita di un vallone laterale della stessa val Soana,
la visita al rifugio Jervis al Pian di Nel e l’impegnativa ascensione alla
punta Dzensanaz, ascensione che partendo dal Canavese termina in territorio
valdostano.
VALLE
D’AOSTA
COGNE E LA SUA VALLE …….. FORSE IL LUOGO PIù
AMENO DELLE ALPI OCCIDENTALI
Cogne è forse il luogo più ameno delle Alpi Occidentali: sarà la dolcezza
della sua conca, sarà l’eleganza del Paradiso, del Gran Paradiso.
Inevitabile quindi il desiderio di tornare in questo luogo ogni volta che
se ne presenti l’occasione e per ogni occasione un itinerario, dalle
passeggiate più dolci alle salite più impegnative che, senza ricorrere a
tecniche alpinistiche, consentono comunque di superare senza problemi i 3200
metri di quota …...
PANORAMI SUL GIGANTE
Il Monte Bianco colpisce per la sua imponenza, per la sua straordinaria gotica
eleganza. Se le sue cime sono riservate a pochi, molte vette al cospetto del
tetto d’Europa sono invece raggiungibili con un minimo di allenamento e di
buona voglia di camminare: nell’articolo vengono proposti itinerari di salita
su varie (7) vette nelle valli di La Thuile, Ferret e Veny (Punta della Croce,
Crammont, mont Fortin, Tête Entre Deux Sauts, Testa di Ferret, Testa Bernarda e
Mont del La Saxe), che consentono di vivere da vicino la presenza del Gigante
mantenendo a distanza le difficoltà dell’alpinismo.
SULLE CIME ATTORNO AD AUGUSTA
Il panorama che circonda Aosta, la romana Augusta Praetoria, città che conserva
ancora i tesori architettonici legati alle sue antiche origini imperiali, è
caratterizzato dalla presenza di superbe cime glaciali, come il Gran Combin o il
Rutor; vette aspre come l’Emilius completano lo scenario mentre cime dalle
forme più dolci appaiono non meno accattivanti all’escursionista più
esigente, spinto dalla curiosità insaziabile di ampliare il proprio orizzonte.
Le salite alla Becca France, alla punta Leissé ed alla punta La Pierre aprono
in questo senso nuovi e grandiosi panorami sulla conca aostana.
CHENEIL ED I SUOI TREMILA
Assai suggestiva perché raggiungibile solo a piedi, questa nota località
turistica valdostana offre forse come pochi altri luoghi la possibilità di
salire a quota tremila senza particolari difficoltà; la Roisette, il Bec di
Nana e la Trecare sono solo alcuni degli itinerari che portano l’escursionista
oltre il limite dei pascoli, dove ogni piccolo rumore è amplificato enormemente
dal silenzio della montagna.
ANTAGNOD, BALCONE SUL MONTE ROSA
Nella sua zona mediana, la val d’Ayas si fa ampia ed il paesaggio assume toni
bucolici. Adagiato su una balconata sulla destra orografica del solco vallivo
principale, Antagnod gode di una posizione invidiabile: dal borgo soleggiato e
luminoso si gode di un ampio panorama sulla parte più occidentale del gruppo
del Monte Rosa, dal Roccia Nera al Castore.
Il panorama si fa ancora più entusiasmante se sisalgono le cime che
circondano Antagnod, come la Testa di Comagna, il monte Facciabella o lo Zerbion,
uno dei più celebrati punti panoramici della valle d’Aosta.
GRESSONEY, MINORANZA NELLA MINORANZA
Chi giunge per la prima volta nella valle di Gressoney, conoscendo anche solo un
poco le altre località valdostane, non può non notare un qualcosa di diverso,
quasi insolito: le case a più piani con largo uso del legno, l’apparire qua e
là di scritte in una lingua insolita tradiscono immediatamente l’esistenza di
un’influenza germanica nella storia del luogo.
Proprio il legame con l’epopea dei Walser, popolazione vallesana che
parlava un tedesco arcaico, ha mantenuto nella vallata più orientale della
valle d’Aosta un’atmosfera particolare……. E chi ama abbinare storia e
sport, non ha che l’imbarazzo della scelta: nell’articolo vengono proposte
solo alcune (rifugio Quantino Sella, Höhelicht e colle Valdobbia) delle molte
escursioni possibili.
PROVINCIA
DEL VERBANO-CUSIO-OSSOLA
VAL CAIRASCA, STREGHE ALL’OMBRA DEL GIGANTE OSSOLANO
La val Cairasca è nota soprattutto per la presenza del monte Leone che,
superando i 3500 metri, rappresenta la cima più alta dell’Ossola. Ai piedi
del gigante ossolano si nasconda la conca dell’alpe Veglia, che si apre quasi
a sorpresa al termine di un orrido che non indice a sospettare la presenza di un
paesaggio così dolce: un itinerario al lago delle Streghe consente di
addentrarsi con una escursione non particolarmente impegnativa nel Parco
Regionale. La scoperta della
vallata continua al di fuori dei confini dell’area protetta, con la salita al
Pizzo della Sella ed allo splendido Pizzo Téggiolo, da dove si gode ampio
panorama proprio sul monte Leone.
DAL PIZZO D’ANDOLLA AL SEMPIONE: PANORAMI SUI QUATTROMILA
VALLESANI
Alcune salite offrono il pretesto per scoprire alcune valli ossolane poco
conosciute ma non per questo meno interessanti.
Denominatore comune alle camminate è certamente il panorama che si gode,
ogni volta che si raggiunge il confine svizzero, sui Quattromila vallesani, tra
cui spicca il Weissmies con il suo caratteristico lenzuolo, Quattromila che si
svelano oltre il passo d’Andolla (nella valle Antrona) o salendo al Pizzo
Pioltone o alla meno impegnativa Cima Tirone nella valle di Bognanco.
LA CONCA DEL DEVERO: DOLCE SCI NORDICO, MORBIDE VETTE
L’alpe Devero è spesso chiamata “conca del Devero”, che tradisce il
sottinteso “lago” rimasto nell’inconscio collettivo: infatti la piana
erbosa che caratterizza il luogo è certo ciò che resta di un ampio lago, ormai
completamente interrato. L’ampio
e soleggiato pianoro è nel periodo invernale luogo ideale per lo sci nordico:
una pista ne percorre l’intera circonferenza (possiamo dire “l’intera
sponda”), consentendo a chi pratica questa disciplina sportiva più per
piacere che per fatica di godere di un’indimenticabile giornata. Dal Devero partono anche numerosi itinerari escursionistici:
tra quelli possibili abbiamo scelto le salite al monte Cazzola ed al monte del
Sangiatto, due cime assai panoramiche ma facilmente raggiungibili attraverso
morbidi pendii, praterie e boschi di larici.
CURIOSANDO IN VAL VIGEZZO: ESCURSIONI E SCI NORDICO
Il fondovalle tra Drogno e Malesco, passando per Santa Maria Maggiore, non tocca
mai quote particolarmente elevate e presto scende verso la parte svizzera del
lago Maggiore. Ciò nonostante,
forse per la presenza di folti boschi di abeti, forse per la presenza verso
ovest delle sagome bianche di Quattromila elvetici che s’innalzano oltre il
profilo del Sempione, l’aspetto dei luoghi è eminentemente montano,
profondamente alpestre. La valle
degli spazzacamini, che paiono trovare nel borgo di Craveggia il loro santuario,
può essere meta di interessanti escursioni primaverili (come la salita al monte
Ziccher), estive (come la salita alla cima di Cortechiuro) o di splendide sciate invernali sulle
piste di sci nordico di Santa Maria Maggiore.
ITINERARI
INTERPROVINCIALI ED INTERREGIONALI
PANORAMI SULLA PIANURA
Dalla pianura piemontese le Alpi appaiono come un’impressionante muraglia, che
si innalza quasi improvvisamente dal bordo del piano.
Le cime che si affacciano sul confine interno della catena alpina, per la
loro posizione, offrono splendidi panorami sull’intero arco montuoso, che
nelle giornate più limpide può spaziare dall’Appennino Ligure alle cime del
Trentino. Nell’articolo
vengono descritti gli itinerari per raggiungere alcune delle vette più
interessanti che s’innalzano proprio al confine tra monte e piano (Bisalta,
Freidour, Cima di Mombarone, monte Fenera, etc.)
LE DOLOMITI DEL PIEMONTE
Quando si parla di Dolomiti si pensa ovviamente ai monti Pallidi del Triveneto.
La roccia candida che crea quegli straordinari paesaggi non è tuttavia
prerogativa solo di quei luoghi: anche se in forme meno imponenti, varie località
delle Alpi piemontesi offrono scenari in tutto identici a quelli del Cadore, del
Trentino o della Carnia. Alcuni itinerari vogliono condurre l’escursionista
prorpio al cospetto dei paesaggi dolomitici nascosti nelle vallate piemontesi,
dal Marguareis della valle Pesio ai Serous della valle Stretta, attraverso La
Meja e l’alta valle Maira e Stura.
DIGHE: AMBIENTE E PAESAGGIO
La necessità di fonti di energia rinnovabili giustifica in fondo il ricorso
alla costruzione degli invasi artificiali, strutture che da una parte hanno
certo un fortissimo impatto ambientale. Sarebbe presuntuoso valutare con superficialità i pro
ed i contro legati alla difficile scelta esistente a monte della costruzione di
una diga: ci limitiamo a proprorre alcuni itinerari attorno agli specchi
d’acqua creati da eleganti muraglie, specchi d’acqua che spesso
contribuiscono a creare suggestivi paesaggi, come accade ad esempio ai laghi del
Gorzente e della Lavagnina (Appennino alessandrino), al lago di Ceresole Reale (val
Locana) e al lago di Beauregard (Valpelline).