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BREVE
DESCRIZIONE
Il confine tra
Piemonte e Liguria corre spesso sullo spartiacque tra bacino del Po,
tributario dell'Adriatico, ed i bacini di numerosi torrenti tributari del
Mar Ligure; più spesso questo confine scende verso nord, prendendo anche
la parte alta di vallate percorse da fiumi che si dirigono poi verso la
pianura cuneese ed alessandrina. Il Monte Armetta rappresenta in questo
senso un'eccezione: infatti la sua vetta ed una buona parte del suo
versante meridionale sono interamente compresi nel territorio della
provincia di Cuneo, poichè l'immaginaria linea di confine digrada verso
l'alta Val Pennavaira includendo così nella Granda i centri di Alto e
Capràuna, già rivolti verso il Mediterraneo.
Dalla vetta il panorama si apre verso orizzonti assai ampi: ben visibile
è il Pizzo d'Ormea, dalla caratteristica forma aguzza, che sull'altro
lato della valle si distingue lungo lo spartiacque tra Valle Tanaro e
valli monregalesi. Verso oriente è ben visibile il Monte Galero, dalle
forme tondeggianti tormentate da alcuni affioramenti rocciosi, e più
lontano Garessio, sullo sfondo delle ondulazioni delle Langhe; nella
direzione opposta si abbracciano in un sol colpo d'occhio le cime che
attorniano Monesi. Infine, sul fondo di un baratro di 1000 metri che
separa la vetta dal corso del Tanaro, si distinguono chiaramente i
particolari dell'abitato di Ormea, suggestivo per la presenza di un antico
centro storico inciso da vie strette e profonde mentre a sud, quando le
foschie che il caldo sole mediterraneo genera dalle acque del mare lo
consentono, è ben visibile la piana di Albenga e naturalmente il litorale
antistante.
Claudio Trova
& Giuliano Tomasetti
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