MONTE  ANTOROTO   ( 2144 m.)

Valle Tanaro
CUNEO

La vetta dell'Antoroto e, sullo sfondo,
 la cima del monte Galero che emerge dal mare di nubi

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Mappa dell' Itinerario

DISLIVELLO:
930  m.

ESPOSIZIONE:  inizialmente Sud, quindi Est fino alla Colla Bassa, infine Nord nell'ultimo tratto

DIFFICOLTA':  E

BREVE DESCRIZIONE
Il Monte Antoroto rappresenta la seconda cima superiore a 2000 m. ad ovest del Colle di Cadibona, cioè la seconda vetta alpina che supera tale quota, anticipato ad oriente solo dal monte Grosso.   Costituito da calcari di origine sedimentaria, caratteristica geologica tipica delle Alpi Liguri, è interamente visibile fin da Valdinferno, punto di partenza dell'escursione: con forme relativamente aspre, occupa l'estremità nordoccidentale del selvaggio vallone tributario della Valle Tanaro; si raggiunge con un percorso tipicamente escursionistico che si sviluppa inizialmente tra splendidi boschi di faggi e, più in quota, tra ontani e rododendri. Frequente è la presenza del brugo.   L'itinerario tocca alcune tipiche frazioni, i tetti delle case delle quali, un tempo ricoperti di paglia, sono purtroppo oggi tutti in lamiera: gli abitati tipicamente montani conservano tuttavia aspetti suggestivi.   La vetta rappresenta un punto panoramico di straordinario interesse: mentre verso est appaiono le Langhe, non essendovi alcuna cima più alta frapposta, a sud il panorama è dominato dalla catena Armetta-Galero: quest'ultimo monte si distingue nettamente in direzione di Garessio; se l'atmosfera è sufficientemente tersa, lo sguardo può facilmente sorvolare lo spartiacque che sostanzialmente segue il confine tra Piemonte e Liguria e giungere fino al Mediterraneo. Dall'Antoroto sono inoltre visibili Ormea, alla base del suo versante meridionale, e ad oriente l'aguzzo il Pizzo d'Ormea e il tozzo Mongioie; verso settentrione nessun ostacolo impedisce di volare con lo sguardo dalla Val Casotto fin oltre la pianura piemontese, comprendendo in un sol colpo d'occhio tutte le cime dal Monviso al Monte Rosa e oltre, fin verso le Alpi Centrali e Orientali.   Le caratteristiche di stabilità dell'atmosfera nelle belle giornate d'autunno rendono tale periodo dell'anno sicuramente il più indicato per realizzare l'escursione; il tipico marrone che quasi sfuma nell'arancio che il bosco di faggi assume nel mese di Ottobre può creare un'occasione per godere di splendidi contrasti cromatici tra il vivo colore delle foglie, l'azzurro intenso del cielo ed il bianco luminoso di alcune pareti di roccia che dominano la parte intermedia della camminata.

L'itinerario è stato pubblicato su LA PIAZZA
mensile della Provincia di Cuneo

Claudio Trova & Giuliano Tomasetti

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