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DISLIVELLO:
teoricamente 210 m.; in realtà è difficilmente valutabile a causa di
numerosi cambiamenti di pendenza; la distanza che si percorre in lunghezza
è comunque abbastanza consistente.
ESPOSIZIONE:
inizialmente sulla linea spartiacque, quindi per un breve tratto Nord e poi,
per due terzi circa del percorso, esposizione a mezzogiorno.
DIFFICOLTA':
E
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BREVE DESCRIZIONE
Il Monte Antola
rappresenta una meta assai frequentata per gli escursionisti genovesi e
del basso alessandrino. L'itinerario è infatti assai piacevole, svolgendosi praticamente per
intero sul crinale che rappresenta il confine naturale tra Piemonte e
Liguria. Snodandosi in un ambiente tipicamente appenninico, tra monti dalle forme
arrotondate ammantati di faggi e attraverso aperte praterie sommitali, il
sentiero copre una distanza lineare ragguardevole: qualche maggiociondolo
crea qua e là, nella stagione opportuna, macchie di colore giallo mentre
nei morbidi pascoli appaiono con frequenza la genziana maggiore e l'arnica
montana. La roccia appare soltanto raramente ed è costituita da marne che si
rompono con frattura tagliente e che si disintegrano con vere e proprie
piccole esplosioni se avvicinate al fuoco. Il panorama è dominato nella prima parte dal Monte Carmo (m. 1640); nella
seconda parte, svolgendosi l'itinerario sul versante Sud, gli orizzonti si
aprono specialmente verso la Liguria e l'Alta Val Trebbia (Provincia di
Genova): la vetta dell'Antola appare soltanto dopo un po', facilmente
individuabile per la grande croce che la sormonta, croce la cui
apposizione risale al 4 agosto 1907; presso la vetta è presente il
Rifugio Bensa, che ha subito alterne fortune. Chi volesse raggiungere questa vetta superando un dislivello maggiore
(circa 700 mt), utilizzando una bella mulattiera inizialmente ed un
evidente sentiero in un secondo tempo, può salire dalla frazione Tonno
posta in territorio ligure.
Claudio Trova
& Giuliano Tomasetti
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