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DISLIVELLO:
205
m. circa all’andata e 40 m. circa al ritorno, per un totale di 245 m.;
toccando anche la cima del monte Penello, il dislivello aumenta di circa 15
metri, per un totale di 260 m.
Nel caso si lasci l’auto al bivio presso il passo di Praglia,
occorrerà aggiungere altri 40 m. di dislivello, per un totale di 300 m.
circa.
ESPOSIZIONE:
percorso
lungo un’ampia dorsale, quasi interamente in pieno sole.
DIFFICOLTA':
T
fino al monte Penello, quindi E.
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BREVE
DESCRIZIONE
Ben visibile da vari
quartieri di Genova, facilmente individuabile dall’A26 (autostrada
Voltri-Gravellona Toce) per la sua forma insolitamente aguzza, la punta
Martin è meta frequente di passeggiate, escursioni e anche di arrampicate
alpinistiche, arrampicate che si svolgono lungo la cresta rocciosa che
dalla cima scende verso Acquasanta.
L’itinerario descritto ha invece carattere tipicamente escursionistico:
privo di difficoltà, si sviluppa lungo l’ampia dorsale che uniche la
punta Martin al passo di Praglia, attraverso dolci pendii, valichi poco
incisi e cime tondeggianti, come il monte Penello che si sale con breve
deviazione (sul Penello sono presenti due bivacchi).
Di grande interesse è certemente il panorama che si gode lungo l’intero
percorso: sono ben visibili alcune cime del parco delle Capanne di
Marcarolo assai note in zona (Tobbio, Figne, Taccone) e l’ampio tratto
del golfo ligure compreso tra il monte di Portofino e capo Noli, inclusa
una buona parte della città di Genova.
Interessantissima
è la vegetazione: le vaste praterie, che risultano dominanti nel
paesaggio, sono rese più pittoresche da rocce affioranti e da numerosi
pini austriaci e pini silvestri che, ora riuniti in piccole macchie ora in
forma di esemplari isolati, conferiscono alla montagna aspetti quasi
esotici, che richiamano alla mente scorci già
visti nei più celebri films western del passato.
Claudio Trova,
Giuliano Tomasetti & Fulvio Ferrua
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